Vibrazioni Rigenerative

La Nutrizione umana e’ direttamente correlata allo stato di benessere del cervello e viceversa; l’alimentazione influenza la crescita e l’ equilibrio del cervello. Recenti ricerche sul metabolismo cerebrale, che agisce sulla ricomposizione dei neurotrasmettitori, hanno messo in evidenza che “non” sono decisive le caratteristiche energetiche degli alimenti, ma soprattutto e’ di rilevante importanza, la qualità dei metaboliti (Aminoacidi e oligopeptidi, vitamine, antiossidanti .ecc) originati principalmente a livello gastro-duodenale quali derivati dal cibo che ingeriamo, Pertanto assumono necessità di attenzione la diete particolarmente attente alla funzionalita’ ed il benessere cerebrale, in quanto esse sono decisive per realizzare stati diffusi di benessere psico-fisico che influenzano il sistema complesso di pensare comunicare e attivare un comportamento salutistico dell’ uomo che va ad incidere sull’ effettivo potenziamento della qualita’ della vita.Lo sviluppo della ricerca e produzione “ Nutraceutica” si concentrano pertanto nel mettere in luce gli alimenti e gli stili di vita che migliorano le prestazioni cerebrali ed il benessere psicofisico.

In estrema sintesi possiamo mettere in evidenza alcuni consigli a riguardo dell’importanza ad assumere i seguenti componenti di una dieta nutraceutica che migliori la funzionalità cerebrale.

Il cervello ha bisogno di un flusso costante e regolare di sangue ben ossigenato contenente principalmente amminoacidi e limitate quantita’ di zuccheri. Per ottemperare a tale esigenza puo essere importante:

1) Una dieta a ricca di grano integrale ed altri cereali (ricchi di folati , omega 3.. ecc ) e di Pre- e Probiotici ( Yogurt…) per migliorare il flusso di sangue al cervello.

2) Assumere sufficienti proteine da uova, carni scelte e pesce fresco … o da prodotti vegetali ( fagioli ecc.)

3) Importante e’ migliorare l’ umore e indurre atteggiamenti positivi del pensiero che va ad interagire con la produzione ormonale e migliora le potenzialita’ del metabolismo. In tal senso anche un buon bicchiere di vino è ottimo per facilitare il buon umore e la digestione del cibo.

4) Evitare un invecchiamento precoce riducendo il peso ed evitando sistematicamente di esagerare nel cercare di saziare la fame oltre il necessario.

5) Inoltre e’ necessario evitare lo “stress ossidativo”,e quindi diminuire la quantita’ di zuccheri per evitare un sovraccarico energetico e fare largo usodi frutta e verdura specialmente di quella colorata( gli anti ossidanti naturali sono spesso coloratissimi), come nelle carote, pomodori maturi, mirtillo, melograno, te verde frutta secca..ecc, ; la componente vegetale ha inoltre il vantaggio di equilibrare l’ acidita’ del flusso sanguigno provocata da un eccesso di ingestione di sostanze proteiche.

6) Infine induce benessere cerebrale l’ esercitare uno stile di vita molto attivo che sia pienamente soddisfacente e ci procuri stati emozionali e comunicativi interattivi che sussistano la nostre esigenze psico-fisiche evolutive di tutte le eta’.

NEUROBIOLOGIA ed ALIMENTAZIONE

L’ importanza delle ricerche neurologiche e psicologiche sulla alimentazione umana e’ stata per molto tempo disconosciuta; cio’ perche il modello nutrizionale faceva riferimento ad una concezione ” meccanica” nella quale il cibo era il combustibile, utile a produrre calorie come se il cibo fosse bruciato in una stufa, anziche’ essere percepito da ricettori simili a quelli del gusto, distribuiti in vari organi funzionali ( cervello, lingua, cuore, polmoni ed intestino) e quindi decodificato e trasdotto in nutrienti sulla base di un complesso sistema di informazione neuronale ed ormonale e genetico che ha come fine la dinamica metabolica di distruzione degli alimenti e della loro ricomposizione in nutrienti capaci di rigenerare il nostro complesso sistema vivente e di pensiero .

Oggi l’ osservazione, tramite risonanza magnetica, ha permesso l’ osservazione di specifici circuiti neuro-bio-chimici del cervello ed anche del sistema cerebrale enterico (secondo cervello) situato nell’ intestino. Tali osservazioni sulla comunicazione neuronale tra i due cervelli, in un primo tempo hanno permesso l’ analisi delle disfunzioni e disturbi psichici derivanti dall’ alterazione del comportamento alimentare( anoressia, bulimia, ecc), ma in seguito sono stati estesi ad atri fronti emergenti di osservazione neurologica/nutrizionale, come l’ aumentare di malattie e malesseri correlati alla ingestione del cibo,quali la celiachia e la crescita della sensibilità al glutine, ed inoltre la glicemia,che conduce al diabete, le intolleranze ed altri disturbi alimentari causati dalla malnutrizione, fenomeni che quando tendono a cronicizzarsi conducono al cancro ed altre gravi neoplasie .

Pertanto il cervello e’ decisivo nella regolazione del nostro sistema metabolico a partire dal controllare il senso di fame, basandosi su aspettative di informazione individuate dai vari ricettori ed quindi agendo sulla produzione di ormoni come la Leptina ( che regola la sazieta’) e la Grelina ( che regola l’ appetito), questi ultimi vengono prodotti dall’ ipotalamo, mentre il cervello ha inoltre un impatto sul controllo di molteplici altri ormoni, tra essi, gli ormoni antagonisti “Insulina e Glucagone” , che regolano il metabolismo del glucosio , ed anche gli ormoni tiroidei che regolano la crescita ed in particolare il metabolismo dei grassi… ecc

Inoltre il cervello tramite il “nervo vago” che innerva tutto l’ apparato gastrico, riesce e regolare tramite il sistema parasimpatico, ogni necessita’ di attivazione enzimatica ed inoltre riesce a modulare il necessario controllo di acidita’/basicita’ a partire dalla bocca, allo stomaco, all’ intestino, controllandone anche la motilita’ per favorire il decorso e la digestione del cibo.Infine il cervello agisce nel determinare la necessaria simbiosi interattiva con i batteri intestinali, i quali agiscono sul metabolismo primario attuato nel nostro intestino ed infine e’ capace di regolare le attivita’ metaboliche del fegato per l’ immissione di nutrienti freschi nel flusso sanguigno assieme al trasporto di ossigeno.

Le ricerche di “neurologia della nutrizione” sono oggi una frontiera di ricerca e sviluppo che concerne essenzialmente lo studio del cosi detto “Asse Cervello Intestino” ( “Gut Brain Axis” ), mediante il quale si attiva la “regolazione ed il riconoscimento immunitario” e di conseguenza complessivamente i criteri di personalizzazione nutrizionale del rapporto tra alimentazione e salute dell’ uomo nelle varie eta’ nell’intero corso della vita. Viceversa alterazioni della simbiosi con i batteri intestinali (dis-biosi) sono in grado di alterare la neurochimica cerebrale e determinare disturbi di ansia e depressione che oggigiorno purtroppo sono di grande rilievo nelle deprivazione del benessere psico-fisico.

In conclusione nella nuova dimensione di indagine ed innovazione richiesta dai programmi su “Agricoltura , salute e benessere” del programma Horizon 2020, si denota che viene ad assumere un ruolo fondamentale il cambiamento concettuale orientato verso l’intento di sviluppare prodotti e processi industriali “nutraceutici” ,sostenibili e innovativi ,che modificano sostanzialmente i processi di produzione e di ricerca precedentemente sviluppati, secondo un vecchio modello concettuale “quantitativo di tipo energetico e meccanico” ormai obsoleto Tale paradigma “meccanicista” oggi quale viene sostituito da criteri di sviluppo nel quale la “qualita’ nutraceutica” dei prodotti viene ad essere direttamente una misura del benessere dell’uomo anziche’ del solo valore di mercato. Pertanto il sostanziale cambiamento derivabile da tali modificazioni del rapporti tra “Agricoltura alimentazione e benessere” visti in termini innovativi dello sviluppo “nutraceutico” , deriva dal fatto che nella futura bio-economia della “societa della conoscenza”, le strategie di sviluppo non potranno essere piu’soltanto basate sulla crescita quantitativa della ricchezza( misurabile con il PIL in termini economicistici), ma, come è indicato dal profilo di indagine delle Grand Challenges di H-2020, diverra’ direttamente relativo alla sostenibilita’ del benessere psico-fisico dei cittadini. Pertanto la ricchezza economica sara’ solo e soltanto un’ auspicabile componente di un nuovo sistema di vita e di sviluppo della futura “bio-economia “, anzichè l’unica misura competitiva del business socio-economico.